“Dottoressa, aggiusti mio figlio?” – Perché lavorare con i genitori è la chiave del cambiamento

Dottoressa, lei lavora con i bambini?

Si, ma preferisco lavorare con i genitori… e no, non perchè non mi piaccia lavorare con i bambini, ma perchè per i miei riferimenti teorici il lavoro si fa sempre in prima battuta e idealmente con i suoi adulti di riferimento.

Quando un genitore mi chiama, il copione è spesso questo:

Mio figlio ha un problema.

Mia figlia è sempre arrabbiata.”

Ha crisi di ansia, non dorme, fa fatica a scuola.”

E la richiesta che segue, più o meno tra le righe, è: “Lei sa cosa fare per aiutarlo?”

Domanda lecita, ovviamente. È naturale voler vedere il proprio figlio stare meglio il prima possibile. Ma qui arriva la parte meno scontata: la terapia efficace per un bambino, nella maggior parte dei casi, passa attraverso i suoi adulti di riferimento

Se mio figlio ha un problema, perché devo lavorare io?

Domanda legittima. Anche un po’ frustrante, lo so. Il pensiero di doversi mettere in gioco quando si sperava in una soluzione più diretta è faticoso. Ma qui entra in gioco una verità difficile da ignorare: i bambini non esistono nel vuoto. Crescono dentro un sistema.

Ecco due immagini per spiegare perché il lavoro sui genitori è così fondamentale.

Il termostato e la temperatura

Un bambino è come la temperatura di una stanza. Se è troppo alta (agitazione, rabbia, iperattività) o troppo bassa (ritiro, ansia, tristezza), si può cercare di correggerla direttamente. Ma la temperatura dipende dal termostato, che a sua volta è influenzato dall’ambiente: finestre aperte, riscaldamento guasto, vento freddo da fuori.

Intervenire solo sulla temperatura senza guardare il termostato e l’ambiente non funziona nel lungo periodo.

Ecco perché lavorare con i genitori ha un impatto più forte: un bambino passa un ora una volta a settimana dallo psicologo, ma tutti i giorni con la sua famiglia. Se il “termostato” della casa cambia, la temperatura del bambino troverà un nuovo equilibrio.

L’albero e il terreno

Un’altra immagine utile è quella dell’albero. Se un albero ha le foglie gialle o i rami deboli, si potrebbe pensare di intervenire direttamente su di esso. Ma un bravo giardiniere guarda il terreno: se è povero, se manca acqua o luce, l’albero soffrirà comunque.

I bambini sono come gli alberi: il loro benessere dipende dall’ambiente in cui crescono. Se ci si occupa solo dei sintomi, si rischia di agire in superficie. Ma se si lavora sul terreno—sulle dinamiche familiari, sulla qualità delle relazioni, sulla gestione emotiva degli adulti—i cambiamenti diventano profondi e duraturi.

Cosa accade perciò se ti chiamo per un problema di mio figlio o mia figlia?

Ecco cosa succede concretamente quando un genitore mi contatta.

1. Prima di tutto, ci conosciamo

Faccio almeno un paio di colloqui con i genitori per capire la situazione , raccogliere la storia di vita e di sviluppo del bambio e della famiglia creare una relazione di fiducia (mi state affidando quanto di piu prezioso avete dobbiamo poterci fidare!) e insime individuare il miglior approccio possibile. È un momento fondamentale.

2. Se serve, incontro anche il bambino.

I bambini non vengono “analizzati” su una poltrona come negli stereotipi della psicologia. Il nostro incontro avviene attraverso il gioco, il disegno, la relazione, in un contesto in cui possono esprimersi senza pressioni.

3. Ma il grosso del lavoro lo faccio con i genitori.

Spesso il cambiamento più efficace avviene attraverso mamma e papà. Questo non significa che “sia colpa vostra”, ma che siete la chiave per far funzionare meglio le cose. Non è una punizione, è un’opportunità.

4. A volte serve una doppia terapia.

In alcune situazioni può essere utile che due terapeuti lavorino in parallelo: uno con il bambino e uno con i genitori. Questo permette di accompagnare il cambiamento su più livelli e di sostenere gli adulti nel loro ruolo.

5. Se i genitori sono separati? Si lavora comunque.

La separazione dei genitori non è un ostacolo al percorso. Il lavoro si può fare con la coppia genitoriale congiuntamente, se possibile, oppure con ciascun genitore separatamente. Anche nei casi di separazione conflittuale, si possono strutturare incontri individuali per garantire un supporto efficace senza aumentare la tensione tra gli ex-partner.

6. Il consenso informato è sempre necessario.

Per poter lavorare con un bambino o un adolescente, è fondamentale il consenso di entrambi i genitori. Anche se uno dei due ha l’affido prevalente, per iniziare un percorso terapeutico è richiesto il via libera di entrambi i genitori. Questo è un passaggio essenziale per garantire il miglior supporto possibile al minore.

Ma è faticoso!

Sì, lo è. E lo so bene. Quando suggerisco ai genitori di lavorare su di sé, la reazione spesso è un misto di frustrazione, sollievo (perché almeno c’è qualcosa da fare) e fatica.

È faticoso mettersi in discussione. È più semplice pensare che il problema sia “del bambino”, o degli altri contesti relazionali, la scuol, gli insegnanti, le cattive compagnie….Ma se ci si ferma un attimo a riflettere, è anche una buona notizia: significa che c’è un margine di intervento reale, che non si è in balia del problema, che qualcosa può cambiare insieme.

E il cambiamento sarà più rapido ed efficace se a guidarlo sono le persone che il bambino ama di più, e da cui vuole esere ammirato e amato in modo incondizionato, e con cui passa la maggior parte del tempo: i suoi genitori.

Quindi, se state pensando di chiedere aiuto per vostro figlio, sappiate che lo aiuteremo davvero. Solo che, per farlo bene, partiremo da voi.

E ne varrà… la gioia

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Barbara Durand è psicologa clinica formata nel sostegno a famiglie, adolescenti e adulti. Con un approccio centrato sulla persona, accompagna i suoi pazienti nel superare momenti di crisi e costruire nuovi equilibri. La sua esperienza integra competenze scientifiche e una profonda comprensione delle dinamiche relazionali, offrendo percorsi personalizzati per affrontare sfide evolutive ed emotive. Lavora a Torino, è un punto di riferimento per chi cerca supporto psicologico e strategie efficaci per il benessere personale e familiare.

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