A volte qualcosa dentro si accende… e tu arrivi sempre un attimo dopo.
Prima reagisci.
Poi provi a capire.
A volte ti arrabbi, altre ti chiudi, altre ancora rimugini per ore.
E la domanda arriva sempre dopo:
“Ma perché mi succede così?”
La risposta, spesso, non sta nell’emozione in sé.
Sta in come la tua mente riesce (o non riesce) a leggerla.
Ed è qui che entrano in gioco le funzioni metacognitive.
Non è “pensare tanto”. È sapere cosa sta succedendo dentro
La metacognizione è la capacità di riconoscere, comprendere e usare ciò che accade nella propria mente.
Non è teoria. È pratica quotidiana.
E si compone di diverse funzioni. Vediamole dentro la vita reale.
Monitoraggio: dare un nome a ciò che accade
“Sto male” è una frase che non aiuta.
Non perché sia sbagliata, ma perché è troppo vaga.
Il monitoraggio metacognitivo è la capacità di identificare con precisione ciò che provi:
“mi sento escluso”
“mi sento in ansia”
“mi sento arrabbiato”
Senza questa funzione, l’esperienza resta confusa.
E ciò che è confuso… difficilmente si regola.
Relazione tra variabili: capire da dove nasce
Le emozioni non arrivano dal nulla.
Ma quando manca la capacità di collegarle a ciò che le ha attivate, sembrano improvvise e sproporzionate.
Questa funzione si chiama relazione tra variabili:
è la capacità di collegare evento, pensiero ed emozione.
Qualcosa succede, lo interpreti e poi provi qualcosa
Se questo passaggio resta invisibile, ti sembra che sia “colpa dell’altro”.
Ma in mezzo c’è sempre la tua lettura.
Differenziazione: non tutto quello che pensi è vero
“Mi ignora apposta.”
“Non gli importa.”
“Sto facendo una figuraccia.”
La mente produce pensieri in continuazione.
La differenziazione è la capacità di fare un passo indietro e riconoscere che quei pensieri sono ipotesi, non fatti.
Non è dubbio patologico.
È distanza critica.
Ed è ciò che riduce le reazioni impulsive.
Integrazione: non sei una cosa sola
Fai un errore… e diventi “un fallimento”.
Questo succede quando manca l’integrazione:
la capacità di tenere insieme aspetti diversi di sé, anche contraddittori.
“Ho sbagliato” non è uguale a “sono sbagliato”.
Quando questa funzione è fragile, l’identità oscilla:
da “sono capace” a “non valgo niente” in pochi minuti.
Decentramento: l’altro non è nella tua testa
Un messaggio arriva, una persona cambia tono, qualcuno si allontana.
E subito pensi:
“È per me.”
Il decentramento è la capacità di riconoscere che l’altro ha una mente propria:
pensieri, stati, motivi che non coincidono con i tuoi.
Quando questa funzione manca, tutto diventa personale.
E le relazioni diventano molto più pesanti di quanto siano.
Mastery: cosa fai con tutto questo
Capire è fondamentale.
Ma poi arriva il momento in cui devi fare qualcosa.
La mastery è la capacità di scegliere strategie per gestire ciò che provi.
Non tutte le strategie sono uguali:
– alcune agiscono subito (evitamento, impulsività, controllo)
– altre aiutano nel tempo (comprensione, regolazione, scelta)
Le prime danno sollievo rapido.
Le seconde costruiscono stabilità.
Dove si inceppa tutto
Quando queste funzioni non lavorano bene insieme, succede qualcosa di molto concreto:
non capisci bene cosa provi →
reagisci automaticamente →
le cose si complicano →
ti senti confermato nelle tue paure
E il ciclo si ripete.
Un punto da cui iniziare
Non serve fare tutto insieme.
Puoi iniziare da qui:
la prossima volta che qualcosa si attiva, fermati un attimo e chiediti:
– cosa sto provando (monitoraggio)
– cosa è successo prima (relazione tra variabili)
– questo è un fatto o una mia lettura (differenziazione)
Non è perfetto.
Ma è già un cambio di direzione.
Le emozioni non diventano più semplici.
Diventano più leggibili.
E quando inizi a leggerle meglio, smettono di essere qualcosa che subisci
e iniziano, lentamente, a diventare qualcosa con cui puoi lavorare.
Alcuni noi hanno difficolta in alcune ma anche in tutte le funzioni metacognitive, questo è tipico in molti disturbi di personalità, ma non solo…. in psicoterapia queste funzioni sono fondamentali e se non sono possono venire sollecitate ed allenate dal terapeuta…cosa che non fa chat gpt!!


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