Bullismo e resilienza: affrontare le sfide dell’adolescenza


Adolescenza, cambiamenti del corpo e traumi nascosti: comprendere e supportare i ragazzi

Ci sono momenti nella vita di un genitore in cui ci si trova davanti a domande difficili, e l’adolescenza dei figli è spesso uno di questi momenti. Il corpo cambia, le emozioni si intensificano, e le dinamiche sociali diventano sempre più complesse. Ma dietro tutto questo, quali sono i fattori che influenzano realmente il benessere di un adolescente? E cosa succede quando esperienze traumatiche – talvolta silenziose, talvolta evidenti – entrano in gioco?

L’adolescenza è una fase di trasformazione profonda, non solo a livello fisico ma anche emotivo. Come Darwin osservò già nel 1872, le emozioni non sono solo un prodotto della mente, ma anche del corpo. Quando un adolescente prova rabbia, paura o tristezza, il loro corpo ne è profondamente coinvolto: il cuore accelera, la respirazione cambia, i muscoli si tendono. È il nervo vago, il grande connettore tra cervello e corpo, che orchestra questa sinfonia di sensazioni. Ma cosa succede quando queste emozioni vengono costantemente attivate, senza mai trovare uno spazio sicuro per essere elaborate?

Il trauma nascosto nel corpo

Bessel van der Kolk, uno dei massimi esperti di trauma, ci insegna che il trauma non è solo un ricordo nella mente, ma un’impronta lasciata nel corpo. Un adolescente che ha subito bullismo, per esempio, potrebbe non parlare mai apertamente delle sue esperienze. Ma il suo corpo ricorda: tensioni muscolari, nausea, insonnia. Questi sono segnali che il sistema nervoso è bloccato in uno stato di “allarme”.

E non è solo il bullismo a lasciare il segno. Anche traumi più “silenziosi”, come la trascuratezza emotiva o l’assenza di risposte empatiche da parte dei genitori, possono influire profondamente. Studi sull’attaccamento, come quelli sul “paradigma dello still face”, mostrano quanto sia destabilizzante per un bambino – e, in seguito, per un adolescente – non trovare reciprocità emotiva. Questo crea una disconnessione interna che, se non affrontata, può accompagnare una persona per tutta la vita.

Cambiamenti del corpo e vulnerabilità emotiva

Durante l’adolescenza, il corpo diventa il palcoscenico di trasformazioni rapide e spesso imprevedibili. Questi cambiamenti, che possono includere lo sviluppo fisico, l’acne, o la variazione della voce, sono già di per sé destabilizzanti. Ma se a questi si aggiungono insicurezze legate all’immagine corporea – alimentate magari da commenti crudeli dei coetanei – il peso può diventare insostenibile.

Un esempio comune è quello degli adolescenti che vengono presi di mira per il loro aspetto fisico. Anche una singola frase derisoria può diventare un seme di auto-dubbio che cresce nel tempo. Questi episodi, apparentemente “banali”, possono lasciare cicatrici profonde. Van der Kolk spiega che la memoria del trauma non è sempre accessibile in modo consapevole, ma si manifesta sotto forma di disagio corporeo e difficoltà emotive.

Il ruolo dei genitori: un porto sicuro

Cosa possono fare i genitori in tutto questo? La prima cosa è riconoscere che, come suggerisce van der Kolk, il corpo è un punto di partenza fondamentale. Quando un adolescente sembra “esplodere” senza motivo, o si chiude in sé stesso, spesso c’è una storia più profonda che il corpo sta cercando di raccontare. Tecniche come il respiro consapevole, il tapping o persino semplici momenti di connessione fisica (un abbraccio, una mano sulla spalla) possono aiutare a calmare il sistema nervoso e creare uno spazio sicuro.

Ma non è solo una questione di tecniche. I genitori devono anche essere pronti ad ascoltare – non solo con le orecchie, ma con tutto il loro essere. Come si sentono davvero i vostri figli? Cosa cercano di comunicarvi attraverso i loro silenzi o i loro scatti d’ira? Questo tipo di ascolto richiede empatia, pazienza e, a volte, la capacità di mettere da parte il proprio giudizio.

Bullismo e resilienza

Il bullismo è una delle esperienze più dolorose che un adolescente possa affrontare. Eppure, nonostante la sua prevalenza, spesso rimane un argomento tabù. I ragazzi si vergognano di parlarne, temendo di essere etichettati come “deboli”. Questo silenzio, però, non fa che amplificare il senso di isolamento.

Van der Kolk sottolinea che la chiave per superare il trauma del bullismo – così come altri traumi – è la connessione. Attività come il teatro, per esempio, offrono agli adolescenti uno spazio per esprimere emozioni represse, sviluppare competenze sociali e costruire un senso di appartenenza. Anche la scrittura, intesa come esplorazione personale, può aiutare a dare un senso alle proprie esperienze, trasformando il dolore in una risorsa.


Chiedere aiuto è fondamentale

Se sospettate che vostro figlio o vostra figlia possa aver subito bullismo o affronti situazioni di sofferenza emotiva, non sottovalutiamo l’importanza di chiedere supporto psicologico.A volte anche avere un luogo dove far risuonare i pensieri, riflettere insieme e confrontarsi con un professionista puo essere una grande risorsa, per aiutare a dare voce a ciò che non viene detto, a sciogliere nodi emotivi e a costruire le basi per un futuro più sereno. Intervenire presto può fare la differenza, non solo per affrontare il presente, ma anche per prevenire ferite che potrebbero condizionare la vita adulta.

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Barbara Durand è psicologa clinica formata nel sostegno a famiglie, adolescenti e adulti. Con un approccio centrato sulla persona, accompagna i suoi pazienti nel superare momenti di crisi e costruire nuovi equilibri. La sua esperienza integra competenze scientifiche e una profonda comprensione delle dinamiche relazionali, offrendo percorsi personalizzati per affrontare sfide evolutive ed emotive. Lavora a Torino, è un punto di riferimento per chi cerca supporto psicologico e strategie efficaci per il benessere personale e familiare.

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