Strumenti per Genitori: Affrontare il Trauma Infantile

“Il Corpo Ricorda: Come il Trauma Influenza la Crescita e Come Possiamo Aiutare i Nostri Figli”

Quando pensiamo al trauma, spesso immaginiamo eventi estremi: guerre, disastri naturali, violenze fisiche. Ma il trauma è una realtà più vicina di quanto crediamo e può manifestarsi in modi sottili, soprattutto nelle esperienze che viviamo nell’infanzia. Come genitori, ciò che facciamo – o non facciamo – lascia segni profondi nei nostri figli. E come figli, portiamo con noi quelle tracce nella vita adulta, spesso senza rendercene conto.

Il trauma si radica nel corpo

Bessel van der Kolk, uno dei massimi esperti di trauma, lo ha descritto così: “Il corpo accusa il colpo”. Questo significa che le esperienze difficili non restano solo nella mente, ma si imprimono nel corpo. Se un bambino cresce in un ambiente in cui non si sente al sicuro, il suo sistema nervoso si adatta per sopravvivere, sviluppando una costante ipervigilanza o, al contrario, una chiusura emotiva. Questi adattamenti, utili in situazioni di emergenza, diventano un peso in età adulta, influenzando le relazioni, il lavoro e il modo in cui affrontiamo lo stress.

Cosa significa per un genitore?

  1. Non sottovalutare l’importanza della sicurezza emotiva: Un bambino che si sente al sicuro, amato e accudito svilupperà una base solida per affrontare il mondo. Questo non significa essere genitori perfetti (non esistono!), ma essere presenti, empatici e disponibili.
  2. Attenzione ai messaggi non verbali: I bambini “leggono” il nostro stato emotivo. Se siamo costantemente ansiosi o stressati, loro lo percepiscono. Troviamo modi per regolare le nostre emozioni, anche attraverso piccole pratiche quotidiane come la respirazione profonda o il movimento consapevole.
  3. Evitiamo di trasmettere i nostri traumi irrisolti: Come genitori, portiamo con noi le esperienze della nostra infanzia. Un genitore che è cresciuto in un ambiente difficile può, senza volerlo, riproporre schemi disfunzionali. Prendersi cura della propria storia di figlio è il primo passo per essere genitori migliori.

Come possiamo aiutare i nostri figli?

  • Favorire la regolazione emotiva: Se un bambino è in preda alla rabbia o alla paura, non diciamogli di calmarsi (funziona raramente). Piuttosto, aiutiamolo con il nostro esempio. “Vedo che sei arrabbiato, prendiamo qualche respiro insieme e poi ne parliamo”.
  • Promuovere l’immaginazione: Il gioco, la creatività e l’arte non sono solo passatempi. Sono strumenti potenti per aiutare i bambini a esprimere e trasformare emozioni difficili. Possiamo incoraggiarli a disegnare, creare storie o usare il gioco simbolico per esplorare ciò che sentono.
  • Creare routine di sicurezza: Una famiglia con regole chiare e prevedibili dà ai bambini un senso di stabilità. Anche piccoli rituali, come leggere una storia prima di dormire o avere un momento per condividere “la cosa più bella della giornata”, contribuiscono a costruire sicurezza.

Cosa possiamo fare per noi stessi?

Molti genitori mi dicono: “Non voglio fare gli stessi errori che hanno fatto con me”. Ma per interrompere quei cicli, è importante lavorare su noi stessi. Ecco alcune idee:

  • Imparare a riconoscere i trigger: Cosa ci fa reagire in modo sproporzionato con i nostri figli? Questi momenti sono spesso collegati alla nostra storia passata. Riconoscerli è il primo passo per gestirli.
  • Praticare tecniche di consapevolezza: La mindfulness o lo yoga non sono solo per rilassarsi. Queste pratiche aiutano a ricollegarsi con il corpo, a calmare il sistema nervoso e a rispondere invece di reagire.
  • Accettare le nostre imperfezioni: Non dobbiamo essere genitori perfetti, ma genitori autentici. Ammettere i nostri errori e riparare quando possibile è un modello di crescita per i nostri figli.

Una riflessione per il futuro

Essere genitori consapevoli non significa evitare ogni difficoltà o proteggere i nostri figli da ogni sofferenza. Significa creare un ambiente in cui possano sentirsi visti, ascoltati e accettati. E significa anche fare pace con la nostra storia di figli, affrontando i nostri fantasmi per non trasmetterli alla generazione successiva.

Chiudo con una riflessione di Van der Kolk: “Non possiamo cambiare il passato, ma possiamo scrivere il nostro futuro. E questo futuro è più luminoso quando impariamo a prenderci cura di noi stessi e delle persone che amiamo”. Essere genitori consapevoli è un dono non solo per i nostri figli, ma per tutta la società. Facciamo insieme questo viaggio verso la crescita e la guarigione.

Barbara Durand Psicologa

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Barbara Durand è psicologa clinica formata nel sostegno a famiglie, adolescenti e adulti. Con un approccio centrato sulla persona, accompagna i suoi pazienti nel superare momenti di crisi e costruire nuovi equilibri. La sua esperienza integra competenze scientifiche e una profonda comprensione delle dinamiche relazionali, offrendo percorsi personalizzati per affrontare sfide evolutive ed emotive. Lavora a Torino, è un punto di riferimento per chi cerca supporto psicologico e strategie efficaci per il benessere personale e familiare.

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