Se sei genitore, c’è una certezza matematica nella tua vita: il senso di colpa. Esiste, è sempre lì, pronto a farsi sentire in ogni occasione. Se lavori, perché non passi abbastanza tempo con tuo figlio. Se sei a casa con lui, perché forse non lo stimoli abbastanza. Se gli dai la pasta al pesto per la terza sera di fila, perché le verdure esistono. Se lo rimproveri, perché sei troppo severo. Se non lo rimproveri, perché sei troppo permissivo. Insomma, qualunque cosa tu faccia, qualcosa dentro di te sussurra: “Potevo fare meglio.”
Ma il punto è: davvero dobbiamo sempre sentirci in colpa? O possiamo trovare un equilibrio sano tra la cura dei nostri figli e la cura di noi stessi? Spoiler: possiamo. E dobbiamo. Vediamo come.
Da dove nasce il senso di colpa?
Il senso di colpa genitoriale non è un difetto, anzi, è una componente naturale del nostro essere umani. Significa che teniamo ai nostri figli, che vogliamo fare del nostro meglio. Il problema nasce quando diventa eccessivo e paralizzante, portandoci a vivere la genitorialità con l’ansia da prestazione anziché con la consapevolezza.
Le principali fonti di senso di colpa sono:
- La pressione sociale: i social ci bombardano con immagini di genitori perfetti, sempre pazienti, che preparano pranzi bilanciati e fanno lavoretti creativi ogni giorno. E noi, che a volte non riusciamo neanche a ricordarci di comprare il latte, ci sentiamo degli inetti.
- Le aspettative irrealistiche: vogliamo essere genitori perfetti, sempre presenti, sempre amorevoli, sempre pronti a gestire ogni crisi con calma zen. Ma la realtà è che a volte perdiamo la pazienza, ci dimentichiamo il giorno della recita o cediamo ai cartoni animati per un’ora di tregua.
- Il confronto con il passato: magari abbiamo avuto genitori molto rigidi e vogliamo fare meglio, o al contrario genitori molto permissivi e vogliamo essere più autorevoli. E così finiamo per chiederci continuamente se stiamo facendo la cosa giusta.
Il mito della perfezione
La verità è che il genitore perfetto non esiste. Esiste il genitore sufficientemente buono, un concetto introdotto dallo psicoanalista Donald Winnicott, che ha rivoluzionato il modo di vedere la genitorialità. In sostanza, il compito di un genitore non è essere impeccabile, ma essere presente, affettuoso e capace di riparare gli inevitabili errori.
La frase magica è: “Va bene sbagliare, se poi si ripara.”
Hai alzato la voce? Puoi scusarti. Hai avuto una giornata no e sei stato meno paziente? Domani puoi recuperare con un abbraccio in più. I bambini non hanno bisogno di genitori perfetti, ma di genitori reali, che mostrano loro come gestire le emozioni e le difficoltà della vita.
Strategie per gestire il senso di colpa
Ecco alcune strategie pratiche per evitare di farsi divorare dal senso di colpa e ritrovare un equilibrio sano.
✔ Cambia prospettiva
Invece di chiederti “Sono un buon genitore?”, prova a chiederti “Sto facendo del mio meglio, con le risorse che ho oggi?”. La risposta sarà quasi sempre sì. E ricordati che anche il tuo benessere conta: un genitore esausto, frustrato e pieno di sensi di colpa non sarà mai sereno con i suoi figli.
✔ Accetta l’errore come parte del gioco
Ogni errore è un’opportunità di crescita, sia per te che per tuo figlio. Se inciampi in un momento di rabbia o distrazione, accettalo e vai avanti. I bambini imparano tantissimo osservando il modo in cui affrontiamo gli errori: se noi ci perdoniamo, insegniamo loro a fare lo stesso con se stessi e con gli altri.
✔ Ridimensiona le aspettative
Non devi essere disponibile 24 ore su 24. I tuoi figli non hanno bisogno di intrattenimento costante né di un genitore che annulla completamente sé stesso per loro. Un bambino impara anche (e soprattutto) quando ha momenti di noia, quando deve inventarsi un gioco da solo o quando impara che anche mamma e papà hanno bisogno di spazio.
✔ Impara a dire di no (anche a te stesso)
Se stai dicendo sì a tutto per non sentirti in colpa, fermati un attimo. I no sono educativi, per i bambini e per noi stessi. Un no ai troppi impegni, un no alla paura di non essere abbastanza, un no all’idea di dover sempre rispondere alle richieste dei figli senza ascoltare i tuoi bisogni.
✔ Circondati di altre voci reali
Parlare con altri genitori, condividere le difficoltà e le imperfezioni aiuta a ridimensionare il senso di colpa. Nessuno è perfetto, e quando senti che anche gli altri fanno fatica, tutto diventa più leggero.
Il più grande regalo che puoi fare a tuo figlio? La tua serenità
Alla fine della giornata, i tuoi figli non ricorderanno se hai fatto tutto alla perfezione. Ricorderanno se eri felice di stare con loro, se ridevate insieme, se li facevi sentire amati. E per riuscirci, la prima cosa che devi fare è essere un po’ più gentile con te stesso.
Un genitore suffientemente buono, uno che intercetta positivamente appena il 30% delle richieste… facile no?
Piu riconosci la tua umanita, la tua fragilità, la tua fallibilità, più sei clemente ed accogliente con te stesso più modelli questo atteggiamento in tuo figlio, rendendolo libero da inutili catene e pressioni che sono oggi il vero motivo di un malessere tanto intenso e tanto diffuso nei giovani ma purtroppo anche nei bambini,
Quindi, la prossima volta che il senso di colpa bussa alla porta, accoglilo, ascoltalo e poi digli: “Grazie, ma oggi scelgo di esseresufficiente meno meno… e di accettare che va bene anche così.” 😊
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