Impatto del Trauma Relazionale sulla Genitorialità e la Salute Emotiva

4–6 minuti


Come il Trauma Relazionale Influenza la Vita Adulta e il Ruolo della Terapia nella Guarigione

Perché alcune emozioni sembrano incontrollabili?

Quante volte ci siamo chiesti perché alcune situazioni ci scatenano reazioni sproporzionate? Perché, di fronte a una critica, ci sentiamo paralizzati o pronti ad attaccare? Perché nei momenti di difficoltà ci sembra impossibile chiedere aiuto?

Questi schemi di comportamento, che sembrano inspiegabili, affondano spesso le radici nel nostro passato. La nostra capacità di gestire le emozioni, fidarci degli altri e sentirci al sicuro nel mondo dipende in gran parte dalle esperienze vissute nell’infanzia. Se queste esperienze sono state traumatiche, la nostra mente ha dovuto trovare modi per sopravvivere, ma a costo di frammentarsi.

Oggi voglio parlarti di come il trauma relazionale influisce sulla vita adulta e di come il mio approccio terapeutico può aiutarti a trovare maggiore equilibrio, soprattutto se sei un genitore e vuoi spezzare i cicli di dolore che si tramandano di generazione in generazione.


Cos’è il trauma relazionale e come si sviluppa?

Il trauma relazionale si verifica quando la figura di riferimento, invece di rappresentare una fonte di sicurezza, diventa imprevedibile, distante o addirittura pericolosa. Questo accade, ad esempio, quando un bambino cresce con un genitore che è eccessivamente critico, distante emotivamente, ansioso, depresso o violento.

Quando siamo piccoli, la nostra sopravvivenza dipende totalmente dai nostri caregiver. Se il genitore che dovrebbe confortarci diventa invece una fonte di paura, si crea un paradosso biologico: abbiamo bisogno di lui per sentirci al sicuro, ma avvicinarci significa anche esporci al rischio di essere feriti (Schore, 2019). Questa esperienza lascia un segno profondo nel nostro cervello e nelle nostre emozioni, creando difficoltà nelle relazioni e nella regolazione emotiva anche in età adulta.

Uno degli effetti più studiati è lo sviluppo di un attaccamento disorganizzato (Liotti, 2004), che porta a oscillazioni tra:

  • Il desiderio di vicinanza e la paura dell’abbandono
  • L’idealizzazione degli altri e il loro rifiuto
  • Momenti di forte intensità emotiva seguiti da chiusura e distacco

Se queste esperienze non vengono elaborate, tendono a ripetersi nelle nostre relazioni adulte, incluse quelle con i nostri figli.


Perché il trauma relazionale non viene dimenticato?

Il nostro cervello non “dimentica” i traumi, soprattutto quelli vissuti nei primi anni di vita. Quando da bambini ci troviamo in situazioni insostenibili, la nostra mente adotta una strategia di sopravvivenza chiamata dissociazione strutturale (Van der Hart, Nijenhuis & Steele, 2006).

Immagina la tua mente come una squadra:

  • Una parte cerca di andare avanti con la vita, funzionando nel quotidiano e cercando di ignorare il dolore.
  • Altre parti trattengono il trauma, con emozioni congelate, paure profonde o impulsi autodistruttivi.

Queste parti, che in passato ci hanno aiutato a sopravvivere, da adulti possono diventare un ostacolo: possono portarci a esplosioni di rabbia, ansia incontrollabile, difficoltà a creare relazioni sane o persino sintomi fisici inspiegabili.

Nel mio lavoro terapeutico, aiutarti a riconoscere e integrare queste parti è fondamentale per recuperare un senso di unità e benessere.


Come si svolge la terapia?

Il mio approccio terapeutico è basato sul TIST (Trauma-Informed Stabilization Treatment) di Janina Fisher, un modello specificamente pensato per lavorare con chi ha vissuto traumi relazionali e mostra segni di dissociazione emotiva (Fisher, 2023).

1. Riconoscere le parti di sé

In terapia, ti aiuto a identificare le parti di te che si attivano nei momenti di difficoltà. Ad esempio:

  • Se senti un bisogno incontrollabile di fuggire da una relazione, forse è una parte di te che ha imparato a proteggersi scappando.
  • Se ti senti sempre in difesa, pronto ad attaccare chi ti contraddice, potrebbe essere una parte che cerca di proteggerti dalla paura dell’abbandono.
  • Se ti senti paralizzato e impotente, potresti avere una parte che ha imparato che restare fermi e sottomessi era l’unico modo per sopravvivere.

2. Stabilizzare le emozioni

Spesso i pazienti arrivano in terapia sopraffatti da emozioni intense o, al contrario, incapaci di provare sentimenti. Prima di affrontare il trauma, è essenziale sviluppare strumenti per regolare queste esperienze emotive, senza esserne travolti o doverle spegnere completamente.

3. Creare un dialogo interno compassionevole

Ti aiuterò a passare da un rapporto conflittuale con te stesso a una relazione più empatica. Non si tratta di “eliminare” le parti dolorose, ma di comprendere che tutte le tue parti hanno cercato di proteggerti a modo loro. L’obiettivo è integrarle, in modo che la tua vita non sia più dominata dalla paura, dall’ansia o dall’auto-sabotaggio.


Come questo può aiutarti come genitore?

Se sei un genitore, il lavoro su di te è ancora più importante. Perché? Perché i tuoi figli assorbono non solo ciò che dici, ma soprattutto il tuo stato emotivo e le tue modalità di regolazione.

Se da piccolo hai vissuto un attaccamento disorganizzato, potresti inconsciamente:

  • Essere troppo severo o iperprotettivo per paura che i tuoi figli soffrano come hai sofferto tu.
  • Evitare il conflitto perché temi di non saperlo gestire.
  • Sentirti inadeguato come genitore, perché il tuo passato ti fa dubitare delle tue capacità.

Lavorare su di te significa dare ai tuoi figli l’opportunità di crescere in un ambiente più sicuro e regolato, evitando di trasmettere loro le tue stesse ferite.


Un nuovo modo di vivere le emozioni

La terapia non cambia il passato, ma cambia il modo in cui il passato continua a influenzare il presente. Se hai riconosciuto in te alcuni di questi schemi, sappi che non sei “sbagliato” e non sei condannato a ripetere il passato. La tua mente ha solo adottato strategie di sopravvivenza che ora non ti servono più.

Lavorare su di sé significa imparare a essere più liberi, più presenti e più in contatto con la parte più autentica di noi stessi.

Se senti che è il momento di iniziare questo percorso, sarò felice di accompagnarti.

📩 Contattami per una consulenza, e iniziamo insieme questo viaggio verso il cambiamento.

Come il Trauma Relazionale Influenza la Vita Adulta e il Ruolo della Terapia nella Guarigione Perché alcune emozioni sembrano incontrollabili? Quante volte ci siamo chiesti perché alcune situazioni ci scatenano reazioni sproporzionate? Perché, di fronte a una critica, ci sentiamo paralizzati o pronti ad attaccare? Perché nei momenti di difficoltà ci sembra impossibile chiedere aiuto?…

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Barbara Durand è psicologa clinica formata nel sostegno a famiglie, adolescenti e adulti. Con un approccio centrato sulla persona, accompagna i suoi pazienti nel superare momenti di crisi e costruire nuovi equilibri. La sua esperienza integra competenze scientifiche e una profonda comprensione delle dinamiche relazionali, offrendo percorsi personalizzati per affrontare sfide evolutive ed emotive. Lavora a Torino, è un punto di riferimento per chi cerca supporto psicologico e strategie efficaci per il benessere personale e familiare.

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