Cervello e Emozioni: Un Viaggio Dentro di Noi

Le emozioni: il nostro navigatore interno tra cervello, corpo e relazioni

Le emozioni sono parte integrante della nostra vita. Che si tratti di un momento di gioia davanti a un tramonto o della frustrazione di trovare un ingorgo proprio quando siamo in ritardo, esse danno colore e significato alle nostre esperienze. Ma cosa sono davvero le emozioni? Come influenzano il nostro modo di vivere e le nostre relazioni? E soprattutto, possiamo imparare a gestirle in modo più efficace?

Con uno sguardo al cervello trino, ai legami corpo-mente e all’importanza delle relazioni, scopriamo insieme come le emozioni siano una bussola per orientarci nella vita quotidiana.


Il cervello trino: una danza tra istinto, emozione e ragione

Immaginate di litigare con vostro figlio perché non vuole mettere le scarpe per uscire. Sentite la rabbia crescere dentro di voi. Vi state comportando come un genitore amorevole o come un leone che difende il suo territorio? Probabilmente entrambe le cose.

Secondo la teoria del cervello trino di Paul MacLean, dentro di noi convivono tre “cervelli”:

  • Il cervello rettiliano: È la parte più antica e istintiva, responsabile delle risposte primarie come l’attacco o la fuga. Quando vi trovate a gridare “Metti quelle scarpe!”, potete ringraziare questa parte per la vostra reazione rapida.
  • Il sistema limbico: Il cervello emotivo, che ci fa sentire la frustrazione e l’impulso di risolvere la situazione subito.
  • La neocorteccia: È la parte razionale e riflessiva. È qui che, se siete abbastanza pazienti, potreste fermarvi e dire: “Aspetta, perché sto reagendo così? Come posso affrontare meglio questa situazione?”

Questi tre strati lavorano insieme, spesso in modo caotico. Se impariamo a riconoscere quale “cervello” è alla guida in un dato momento, possiamo prendere decisioni migliori e più consapevoli.


Le emozioni sono costruite: il ruolo del cervello creativo

Non è l’evento in sé che scatena l’emozione, ma il significato che il nostro cervello attribuisce a quell’evento. Lisa Feldman Barrett spiega che le emozioni non sono universali o automatiche, bensì costruite dal cervello in tempo reale.

Prendiamo l’esempio di un battito cardiaco accelerato. Durante un colloquio di lavoro, lo interpretiamo come ansia; mentre balliamo con entusiasmo a un concerto, lo leggiamo come eccitazione. È sempre il nostro cervello a scegliere il significato.

Cosa possiamo fare con questa consapevolezza?

  1. Fermarci e osservare: Quando ci sentiamo sopraffatti, possiamo chiederci: “Cosa sto interpretando in questo momento? È l’unica spiegazione possibile?”
  2. Cambiare prospettiva: Se associamo un certo stato fisico a un’emozione più positiva, come la curiosità anziché la paura, possiamo modificare l’intera esperienza.

Il corpo come specchio delle emozioni

Antonio Damasio descrive il corpo come il palcoscenico delle emozioni. Ogni emozione ha una sua firma fisica: il cuore che batte più forte, le mani che sudano, il nodo alla gola. Questo legame corpo-mente è potente e ci offre una via per gestire le emozioni attraverso il corpo.

Ad esempio, durante una discussione con il partner, potreste sentire la tensione accumularsi nelle spalle. Un respiro profondo o una camminata all’aria aperta possono calmare il corpo e, di conseguenza, la mente.


Le emozioni nelle relazioni: una danza condivisa

Le emozioni non sono solo nostre; si intrecciano costantemente con quelle degli altri. Pensate a un bambino che piange: il vostro istinto vi spinge a calmarlo. Questo è il sistema limbico che risponde alla connessione emotiva.

Rosario Montirosso evidenzia che la qualità delle nostre relazioni influenza profondamente la nostra capacità di regolare le emozioni. Un genitore che accoglie e comprende le emozioni di un figlio lo aiuta a sviluppare fiducia e resilienza. Allo stesso modo, noi adulti possiamo migliorare la nostra gestione emotiva costruendo relazioni che ci sostengano e ci accolgano.


Le emozioni nella vita quotidiana: strumenti pratici

Ecco come le emozioni possono aiutarci a navigare meglio le sfide quotidiane:

  1. Nel lavoro: Sentire frustrazione quando un progetto non va come previsto non è un fallimento, ma un segnale che qualcosa va rivisto. Usate quell’emozione per adattare la vostra strategia.
  2. Nella genitorialità: La rabbia durante un litigio con i figli può indicare un confine violato. Fermatevi e chiedetevi: “Come posso comunicare meglio i miei limiti?”
  3. Nelle relazioni: La tristezza per un conflitto può essere un invito a riparare il legame. Usate questa emozione per aprirvi al dialogo.

Una bussola per la vita

Le emozioni non sono un problema da risolvere, ma un linguaggio da imparare. Riconoscere come il cervello, il corpo e le relazioni interagiscono per creare le emozioni ci dà il potere di vivere in modo più pieno e consapevole.

Immaginate se ogni emozione, anche quella più difficile, fosse un messaggio da decifrare. Quanto potrebbe cambiare la nostra vita? Forse è ora di fermarci, respirare e iniziare a navigare con questa bussola invisibile.

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Barbara Durand è psicologa clinica formata nel sostegno a famiglie, adolescenti e adulti. Con un approccio centrato sulla persona, accompagna i suoi pazienti nel superare momenti di crisi e costruire nuovi equilibri. La sua esperienza integra competenze scientifiche e una profonda comprensione delle dinamiche relazionali, offrendo percorsi personalizzati per affrontare sfide evolutive ed emotive. Lavora a Torino, è un punto di riferimento per chi cerca supporto psicologico e strategie efficaci per il benessere personale e familiare.

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