Imparare per comprendere e comunicare
Se siete genitori di adolescenti, è probabile che negli ultimi anni abbiate sentito parole che non esistevano quando eravate ragazzi.
Cisgender.
Transgender.
Non binary.
Queer.
Pansessuale.
Asessuale.
Per alcune persone queste parole sono diventate familiari. Per altre sembrano appartenere a un linguaggio incomprensibile, a volte persino minaccioso.
Eppure dietro questi termini non c’è una moda, una teoria o un’ideologia. Ci sono persone che cercano di descrivere la propria esperienza.
Proviamo allora a fare un po’ di ordine.
Partiamo da una distinzione fondamentale
Molto spesso si fa confusione perché si mettono nello stesso contenitore cose diverse.
In realtà quando parliamo di sessualità e identità stiamo parlando almeno di quattro dimensioni differenti:
- il sesso biologico;
- l’identità di genere;
- l’orientamento affettivo e sessuale;
- l’espressione di genere.
Sono aspetti collegati tra loro, ma non sono la stessa cosa.
Che cos’è il sesso biologico?
Quando nasce un bambino, i medici osservano i genitali e attribuiscono un sesso alla nascita.
Nella maggior parte dei casi parliamo di maschio o femmina.
La realtà biologica, però, è più complessa di quanto spesso immaginiamo.
Il sesso biologico non dipende solo dai genitali, ma coinvolge cromosomi, gonadi, ormoni e caratteristiche corporee.
Esistono inoltre condizioni intersessuali, nelle quali questi elementi non rientrano completamente nelle categorie tipiche maschili o femminili.
Non si tratta di invenzioni recenti: la medicina le descrive da molto tempo.
Che cos’è l’identità di genere?
L’identità di genere riguarda il modo in cui una persona percepisce sé stessa.
In parole semplici, è la risposta alla domanda:
“Chi sento di essere?”
Per molte persone il genere percepito coincide con quello attribuito alla nascita.
Per altre no.
L’identità di genere è un’esperienza interna e personale.
Non dipende dai vestiti, dagli hobby o dai gusti.
Una bambina che ama il calcio e gli insetti non è meno femmina.
Un bambino che ama danzare e le bambole non è meno maschio.
Che cosa significa cisgender?
Una persona cisgender è una persona il cui genere percepito coincide con il sesso attribuito alla nascita.
È la situazione più frequente nella popolazione.
Una donna nata femmina che si percepisce donna è una donna cisgender.
Un uomo nato maschio che si percepisce uomo è un uomo cisgender.
Il termine non è un’etichetta politica.
È semplicemente una parola descrittiva, come dire destrorso o mancino.
Che cosa significa transgender?
Una persona transgender è una persona il cui genere percepito non coincide con il sesso attribuito alla nascita.
Non tutte le persone transgender desiderano fare interventi chirurgici.
Non tutte desiderano assumere ormoni.
Non tutte vivono il proprio percorso nello stesso modo.
Essere transgender riguarda l’identità, non necessariamente i trattamenti medici.
Che cosa significa non binary?
Molte persone si riconoscono pienamente come uomini o come donne.
Altre no.
Le persone non binary non si identificano esclusivamente nel genere maschile o femminile.
Alcune si sentono in una posizione intermedia.
Altre oscillano nel tempo.
Altre ancora percepiscono il proprio genere come qualcosa che non può essere descritto attraverso queste due sole categorie.
Che cosa significa gender fluid?
Una persona gender fluid vive il proprio genere come qualcosa di dinamico.
Il modo in cui si percepisce può cambiare nel tempo o nei diversi momenti della vita.
Questo non significa essere confusi.
Significa descrivere un’esperienza soggettiva che non viene vissuta come stabile.
Che cosa significa queer?
Queer è probabilmente una delle parole più difficili da definire.
Per alcune persone è un termine ombrello che include diverse identità e orientamenti.
Per altre è un modo per dire:
“Le categorie tradizionali non descrivono adeguatamente chi sono.”
Alcuni lo utilizzano come definizione identitaria.
Altri come posizione culturale o politica.
Per questo motivo è sempre utile chiedere alla persona che cosa intenda con quella parola.
Che cos’è l’orientamento sessuale?
L’orientamento sessuale riguarda da chi siamo attratti dal punto di vista erotico e sessuale.
Non riguarda chi siamo.
Riguarda chi desideriamo.
È quindi diverso dall’identità di genere.
Una persona transgender può essere eterosessuale, omosessuale, bisessuale o pansessuale esattamente come chiunque altro.
Che cosa significa omosessuale?
Una persona omosessuale prova attrazione verso persone del proprio genere.
Una donna che prova attrazione per altre donne può definirsi lesbica.
Un uomo che prova attrazione per altri uomini può definirsi gay.
Che cosa significa bisessuale?
Una persona bisessuale prova attrazione verso più di un genere.
Questo non significa essere indecisi.
Non significa essere “a metà strada”.
Non significa essere confusi.
È semplicemente una modalità di orientamento sessuale.
Che cosa significa pansessuale?
Una persona pansessuale può provare attrazione indipendentemente dal genere dell’altra persona.
Non è necessariamente interessata al fatto che l’altro sia uomo, donna, transgender o non binary.
L’attrazione non è definita in partenza dal genere.
Che cos’è l’asessualità?
Le persone asessuali sperimentano poca o nessuna attrazione sessuale.
È importante chiarire un equivoco molto diffuso.
Asessuale non significa incapace di amare.
Non significa freddo.
Non significa avere un problema sessuale.
Alcune persone asessuali vivono relazioni affettive profonde e soddisfacenti.
Semplicemente la sessualità non occupa un posto centrale nella loro esperienza.
E l’orientamento romantico?
Non sempre amore e desiderio coincidono.
Una persona può provare attrazione romantica senza desiderio sessuale.
Oppure desiderio sessuale senza desiderio di una relazione romantica.
Per questo oggi si distingue tra orientamento sessuale e orientamento romantico.
Sono due dimensioni diverse dell’esperienza umana.
Perché conoscere queste parole è importante?
Perché conoscere non significa essere d’accordo con tutto.
Non significa dover rinunciare alle proprie convinzioni.
Significa avere gli strumenti per comprendere il mondo in cui vivono i nostri figli.
Quando un adolescente usa una parola che non conosciamo, la prima reazione può essere la paura.
La seconda, molto più utile, potrebbe essere la curiosità.
“Mi aiuti a capire cosa significa per te?”
Spesso è da questa domanda che iniziano le conversazioni più importanti.
E, a volte, anche le relazioni più profonde.

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