Adolescenza: Comprendere la Nuova Normalità

Adolescenza: una nuova normalità

L’adolescenza è sempre stata una fase complessa della vita, ma oggi la sfida è ancora più grande. Troppo spesso ci limitiamo a interpretare i comportamenti adolescenziali con le lenti del passato, senza renderci conto che il mondo in cui questi ragazzi crescono è radicalmente cambiato. Quello che un tempo era considerato trasgressivo oggi è diventato parte di una nuova normalità. Il nostro compito, come adulti, non è quello di giudicare, ma di comprendere e accompagnare questa trasformazione.

Il passaggio dalle vecchie alle nuove adolescenze

Per capire gli adolescenti di oggi, dobbiamo prima comprendere come siamo arrivati a questo punto. Possiamo individuare tre grandi fasi nell’evoluzione dell’adolescenza:

  1. L’adolescenza trasgressiva
    • In passato, gli adolescenti si confrontavano con un modello educativo rigido e autoritario. La famiglia normativa imponeva regole e valori chiari: prima il dovere, poi il piacere.
    • La trasgressione era un modo per sfidare queste regole, per prendere distanza dall’autorità paterna, dallo Stato, dalla religione. Ribellarsi significava crescere.
    • Comportamenti come fumare cannabis, ascoltare musica rock, rifiutare le convenzioni sociali erano atti simbolici di opposizione.
  2. L’adolescenza narcisistica
    • Con il passaggio dalla famiglia normativa alla famiglia affettiva, si è verificato un cambiamento radicale. Non più obbedienza e disciplina, ma centralità del figlio e del suo benessere emotivo.
    • L’adolescente non si ribella più contro il potere, perché il potere, in un certo senso, è scomparso. Il conflitto con il padre si attenua, le punizioni svaniscono, e il focus si sposta sulla valorizzazione dell’individuo.
    • L’obiettivo non è più la trasgressione, ma l’approvazione. I ragazzi vogliono essere riconosciuti, visti, validati.
  3. L’adolescenza post-narcisistica
    • Oggi ci troviamo di fronte a un’ulteriore trasformazione. L’adolescente non si ribella, non cerca più lo scontro con gli adulti. La famiglia affettiva ha creato un ambiente in cui il dialogo è possibile, ma dove la pressione sociale è diventata ancora più pervasiva.
    • L’uso di sostanze come la cannabis, ad esempio, non è più un atto di sfida, ma un tentativo di gestire la noia, la tristezza, l’ansia. Non si fuma più per contestare l’autorità, ma per lenire un disagio interiore.
    • Gli adolescenti di oggi non si sentono minacciati dagli adulti, ma dalla complessità del mondo in cui vivono.

Il corpo come veicolo del disagio

Un altro elemento centrale della nuova adolescenza è il rapporto con il corpo.

  • L’ossessione per l’immagine: Oggi, più che in passato, l’adolescente vive il corpo come una vetrina della propria identità. I social media amplificano questa dinamica, portando a una sovraesposizione costante.
  • Il corpo come spazio del dolore: Disturbi alimentari, autolesionismo, eccessiva cura estetica non sono capricci o mode, ma espressioni di un disagio profondo.
  • L’estetica ha sostituito l’etica: Se prima la crescita passava attraverso il confronto su valori e regole, oggi avviene attraverso il controllo dell’immagine e del corpo.

La negazione delle emozioni: tristezza, rabbia, paura

Uno degli aspetti più critici dell’adolescenza contemporanea è la difficoltà a riconoscere ed esprimere le emozioni. Viviamo in una società che nega la tristezza, censura la rabbia, ridicolizza la paura.

  • Tristezza: È un’emozione che si cerca di nascondere, spesso dietro una maschera di indifferenza o superficialità. Gli adolescenti si sentono obbligati a mostrarsi sempre felici e performanti, con il risultato che il disagio finisce per essere interiorizzato.
  • Rabbia: Se un tempo la rabbia giovanile si esprimeva apertamente nei confronti dell’autorità, oggi è più sotterranea, spesso repressa. Ma l’energia della rabbia, se non incanalata, può trasformarsi in autolesionismo o esplosioni di frustrazione.
  • Paura: L’ansia è una delle emozioni più diffuse tra i giovani. Il futuro appare incerto, instabile. La paura del fallimento, della solitudine, dell’esclusione sociale diventa un’ombra costante.

La tecnologia e le relazioni virtuali

Oggi l’adolescenza è immersa in un mondo digitale che ha cambiato radicalmente il modo di costruire le relazioni:

  • Connessione continua, ma solitudine amplificata: Essere sempre connessi non significa essere meno soli. Le relazioni virtuali possono creare senso di appartenenza, ma anche isolamento.
  • Creatività digitale: Il web offre nuove forme di espressione e sperimentazione. I ragazzi producono contenuti, si raccontano, esplorano identità diverse.
  • La fragilità dell’identità: La continua esposizione ai giudizi altrui rende gli adolescenti più vulnerabili. Un’immagine sbagliata, un commento negativo possono avere un impatto devastante.

Il ruolo degli adulti: autorevoli, non autoritari

Gli adolescenti di oggi ci chiedono qualcosa di diverso: non vogliono adulti autoritari, ma autorevoli. Cosa significa?

  • Dare regole chiare, ma con empatia: Le regole non servono a imporre il potere, ma a dare un senso di stabilità e sicurezza.
  • Accettare il cambiamento: Il mondo è cambiato, e con esso l’adolescenza. Non ha senso rimpiangere il passato, bisogna capire il presente.
  • Riconoscere il disagio senza giudicare: Quando un ragazzo si rifugia in una sostanza o mostra comportamenti problematici, dobbiamo chiederci: di cosa ha bisogno? Cosa ci sta comunicando?

Conclusione: una nuova prospettiva sull’adolescenza

L’adolescenza non è una malattia, né un problema da risolvere. È un momento di transizione, di trasformazione. Dobbiamo smettere di guardare i giovani con gli occhi del passato e iniziare a comprenderli per quello che sono oggi. Il nostro compito è ascoltare, accogliere, guidare. Non per riportarli a un modello che non esiste più, ma per aiutarli a trovare il loro posto nel mondo.

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Barbara Durand è psicologa clinica formata nel sostegno a famiglie, adolescenti e adulti. Con un approccio centrato sulla persona, accompagna i suoi pazienti nel superare momenti di crisi e costruire nuovi equilibri. La sua esperienza integra competenze scientifiche e una profonda comprensione delle dinamiche relazionali, offrendo percorsi personalizzati per affrontare sfide evolutive ed emotive. Lavora a Torino, è un punto di riferimento per chi cerca supporto psicologico e strategie efficaci per il benessere personale e familiare.

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