Giornata Mondiale dell’Abbraccio: Il Potere di un Gesto Semplice

La Giornata Mondiale dell’Abbraccio: Un gesto semplice, un mondo di significati

Oggi celebriamo la Giornata Mondiale dell’Abbraccio, un’occasione per riflettere su un gesto tanto semplice quanto potente: l’abbraccio. Ma attenzione, genitori: non è solo un “abbraccio qualsiasi”. Perché quando stringiamo i nostri figli tra le braccia, siano essi piccoli esploratori di tre anni o misteriosi adolescenti di sedici, stiamo facendo molto più che condividere un momento di vicinanza.

Perché abbracciare è così importante?

Quando ci abbracciamo, il nostro corpo rilascia ossitocina, la cosiddetta “molecola dell’amore”. Questo ormone è il collante delle relazioni umane: riduce i livelli di stress, abbassa la pressione sanguigna, e promuove un senso di benessere.

Per i bambini piccoli, l’abbraccio è una forma di comunicazione primaria: attraverso il contatto, trasmettiamo amore, sicurezza e appartenenza. Gli adolescenti, invece, anche se apparentemente distanti (e con un “non toccarmi” stampato in fronte), beneficiano di questa forma di vicinanza fisica. L’ossitocina li aiuta a regolare l’umore, ridurre l’ansia e perfino migliorare la qualità del sonno.

Il valore del consenso e del rispetto dei tempi

Certo, non sempre i nostri figli sono entusiasti di ricevere abbracci. E qui arriva il messaggio più importante: il consenso conta anche negli abbracci. Se il nostro bambino si divincola o il nostro adolescente alza un sopracciglio perplesso, è fondamentale rispettare i loro tempi.

Insegnare il consenso è essenziale: significa spiegare che il contatto fisico deve sempre essere accettato da entrambe le parti, e questo vale anche per noi genitori. Non forziamo mai un abbraccio, perché rischiamo di trasformare un gesto di cura in una sensazione di invadenza.

Abbracciarsi, ma come?

1. Segui i segnali: I bambini più piccoli tendono a lanciarsi tra le braccia dei genitori senza remore, mentre i più grandi potrebbero preferire un abbraccio “veloce e discreto”. Osserva i segnali che ti mandano.

2. Crea un momento speciale: Un abbraccio può diventare un rituale, come quello della buonanotte o del bentornato dopo la scuola. Questi piccoli momenti costruiscono un legame profondo.

3. Abbraccia anche senza toccare: Per gli adolescenti particolarmente “allergici” al contatto fisico, prova una versione a distanza: un sorriso caldo, una battuta o anche solo un “cinque” sono modi per dimostrare affetto.

Abbracci terapeutici

Se tuo figlio sta vivendo un momento di stress o difficoltà, un abbraccio può essere terapeutico. Studi dimostrano che il contatto fisico favorisce il rilascio di endorfine, riducendo i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress). Ma attenzione: non trasformiamolo in una “cura obbligatoria”. La chiave è l’empatia e il rispetto.

Un abbraccio al giorno toglie il medico di torno?

Non esiste un numero magico di abbracci che garantisce la felicità, ma una cosa è certa: più siamo presenti e affettuosi, più i nostri figli crescono emotivamente sani e sicuri di sé.

Quindi, in questa Giornata Mondiale dell’Abbraccio, proviamo a regalare un momento speciale ai nostri figli – che sia un abbraccio tradizionale, una carezza fugace o semplicemente un gesto che dice: “Sono qui per te”.

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Barbara Durand è psicologa clinica formata nel sostegno a famiglie, adolescenti e adulti. Con un approccio centrato sulla persona, accompagna i suoi pazienti nel superare momenti di crisi e costruire nuovi equilibri. La sua esperienza integra competenze scientifiche e una profonda comprensione delle dinamiche relazionali, offrendo percorsi personalizzati per affrontare sfide evolutive ed emotive. Lavora a Torino, è un punto di riferimento per chi cerca supporto psicologico e strategie efficaci per il benessere personale e familiare.

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