Il Gioco Simbolico in Clinica: Uno Strumento Potente per Esplorare il Mondo Interiore dei Bambini
Il gioco simbolico non è solo una forma di espressione creativa per i bambini, ma anche uno strumento clinico cruciale. Attraverso il gioco, i bambini riescono a dare voce a emozioni, pensieri e conflitti che spesso non sono in grado di verbalizzare. Per i professionisti che lavorano con i bambini, il gioco simbolico diventa una finestra preziosa per accedere al mondo interno del bambino e affrontare temi complessi come il trauma, l’attaccamento e lo sviluppo emotivo.
Il Gioco Simbolico in Clinica: Perché Funziona?
Il gioco è il linguaggio naturale dei bambini. Attraverso il gioco simbolico, i piccoli possono:
- Esternare emozioni difficili da verbalizzare: Un conflitto espresso tramite due bambole che litigano può rappresentare tensioni familiari o paure nascoste.
- Esplorare ruoli e relazioni: Il gioco permette ai bambini di osservare le dinamiche relazionali che vivono quotidianamente nel rapporto con i genitori
- Rielaborare esperienze traumatiche: Simulando situazioni che li preoccupano, i bambini possono elaborare e integrare eventi difficili.
Il professionista osserva e partecipa al gioco con un obiettivo ben preciso: comprendere le dinamiche sottostanti e facilitare una maggiore consapevolezza emotiva nel bambino.
Il MCAST: Usare il Gioco per Indagare i Modelli Operativi Interni (MOI)
Uno strumento specifico che sfrutta il gioco simbolico è l’MCAST (Manchester Child Attachment Story Task). Questo metodo è stato sviluppato per valutare i Modelli Operativi Interni (MOI) dei bambini, ovvero le rappresentazioni mentali che hanno delle relazioni di attaccamento.
Cos’è l’MCAST?
L’MCAST è un’intervista semi-strutturata in cui al bambino viene chiesto di completare delle storie utilizzando figure di gioco (bambole o pupazzi) e scenari specifici (ad esempio una casa in miniatura). Le storie proposte riguardano situazioni che evocano temi di attaccamento, come il bisogno di conforto o il pericolo.
Come funziona nella pratica?
- Preparazione dello scenario: Il professionista introduce il bambino in un setting di gioco con bambole e ambientazioni che rappresentano la casa
- Proposta delle storie: Il professionista inizia una storia incompleta, ad esempio: “la bambola Maria bambina sta dormendo nel suo lettino e la bambola papà Giovanni dorme nel suo. Suona la sveglia. Continua tu….”.
- Osservazione del completamento: Il bambino è invitato a completare la storia con i pupazzi.
Attraverso le risposte del bambino, il professionista può osservare:
- Il tipo di attaccamento: Le risposte possono rivelare modelli di attaccamento sicuro, insicuro o disorganizzato.
- I temi ricorrenti: Paure, conflitti relazionali, aspettative verso le figure di attaccamento.
- La regolazione emotiva: Come il bambino gestisce emozioni difficili o situazioni stressanti all’interno del gioco.
Come il Gioco Simbolico Supporta la Clinica
Oltre all’MCAST, il gioco simbolico è utilizzato in numerosi approcci clinici, come la valutazione delle relazioni di attaccamento Ecco alcuni esempi pratici:
- Rappresentare la famiglia: I bambini possono ricreare dinamiche familiari usando pupazzi o bambole. Questo permette al professionista di osservare come percepiscono le relazioni e dove si trovano le difficoltà.
- Esplorare il trauma: Attraverso il gioco, i bambini possono rappresentare situazioni difficili in modo indiretto, rendendole meno minacciose.
- Costruire resilienza: Il gioco simbolico può essere usato per insegnare strategie di coping e potenziare le risorse emotive.
Conclusioni: Il Potere del Gioco nella Clinica
Il gioco simbolico è molto più di un semplice passatempo: è uno strumento clinico potente e versatile. Con approcci come l’MCAST, i professionisti possono esplorare i modelli di attaccamento, comprendere il mondo interno del bambino e aiutarlo a costruire relazioni più sicure e consapevoli.
In un percorso di sostegno alla genitorialità, queste informazioni possono rivelarsi preziose. Sapere come il proprio bambino vive le relazioni e interpreta il mondo attraverso il gioco può fornire spunti importanti per migliorare la connessione emotiva e rispondere ai suoi bisogni.
Nel mio lavoro clinico, utilizzo strumenti come l’MCAST in combinazione con il videofeedback, per aiutare i genitori a osservare e comprendere meglio le dinamiche relazionali con i loro figli. Questo approccio non solo favorisce una maggiore consapevolezza, ma rappresenta un passo concreto verso una genitorialità più empatica e consapevole.
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E tu? Hai mai osservato come tuo figlio utilizza il gioco per raccontare il suo mondo? Raccontami nei commenti, e se hai domande sull’argomento, sarò felice di rispondere!

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