Gestire le Emozioni: Spazio per il Dialogo

Siamo fatti di parti: portarle nella “stanza delle parole”

Immagina di essere il direttore di un teatro, e che dentro di te ci siano vari attori che provano una scena. Alcuni urlano ordini, altri piangono in un angolo, e qualcuno si nasconde dietro le quinte, convinto che il pubblico non debba mai vederlo. Questo caos non significa che tu sia “rotto”, ma solo che i tuoi attori (o parti) hanno bisogno di una guida. E questa guida sei tu: il tuo Sé.

Le parti vogliono solo pace

Ogni parte ha una funzione. Anche quelle che sembrano “distruttive” non vogliono farti del male, ma proteggerti, anche se lo fanno in modi che non sempre capiamo.

Esempi pratici:

1. La parte critica interna: È quella voce che ti dice: “Non sei abbastanza bravo, hai sbagliato di nuovo!” Può sembrare spietata, ma spesso il suo scopo è evitare che tu venga criticato dagli altri. È una strategia di protezione.

2. La parte evitante: Quando rimandi un compito importante, quella parte sta cercando di proteggerti dall’ansia o dal fallimento.

3. La parte arrabbiata: Quando perdi le staffe per piccole cose, quella parte potrebbe cercare di difenderti da vecchie ferite, temendo di essere trascurato o trattato ingiustamente.

Un principio fondamentale? Nessuna parte vuole “combattere”. Vogliono essere ascoltate, comprese e rassicurate. Per farlo, possiamo creare uno spazio sicuro, come puo esserlo “la stanza delle parole”.

Per conoscere meglio le tue parti puoi anche immaginare uno spazio per il dialogo interiore

La “stanza delle parole” puo essere il luogo adatto per accogliere le tue parti e lasciarle parlare, un luogo dove ognuna di loro può esprimersi senza paura di essere giudicata o interrotta.

Nel frattempo allenati a farle colloquiare, quando una parte emerge (ad esempio, quella critica), immagina di poterle chiedere: “Cosa vuoi dirmi? Cosa stai cercando di proteggere?”. Puoi sorprenderti di quanto sia disposta a collaborare se sente che la stai ascoltando davvero.

Trattala con gentilezza: Evita di giudicarla o respingerla. Anche se il suo comportamento ti sembra “negativo”, ringraziala per il suo ruolo. Ad esempio: “Grazie per aver cercato di proteggermi con la tua critica. So che stai cercando di aiutarmi, anche se a volte mi fai sentire male.”

Strumenti per lavorare con le parti

Ti propongo alcuni strumenti pratici per entrare in contatto con le tue parti:

1. Scrittura dialogica

Prendi carta e penna e scrivi un dialogo tra il tuo Sé e una parte specifica. Ad esempio:

• Sé: “Ciao, parte critica. Perché mi hai detto che non valgo niente oggi?”

• Parte critica: “Perché avevo paura che ti rilassassi troppo e ti dimenticassi di finire quel progetto.”

• Sé: “Capisco. Ma possiamo trovare un modo per lavorare insieme senza che tu debba essere così dura?”

2. Dai un volto alle tue parti

Può essere utile visualizzare le tue parti. Immagina che aspetto abbiano: sono un bambino spaventato? Un genitore severo? Un guerriero stanco? Questo ti aiuterà a entrare in empatia con loro.

3. Regola del 10%

Quando una parte emerge con un’emozione molto forte, chiedile di “ridurre l’intensità del 10%”. Questo ti dà lo spazio per ascoltarla senza sentirti sopraffatto.

4. Trova l’intenzione positiva

Anche la parte più ostile ha un’intenzione positiva. Chiediti: “Cosa sta cercando di fare per me? Come sta cercando di proteggermi?”

Esempio concreto: Anna e la parte ansiosa

Anna sente spesso un’ansia paralizzante prima di un meeting importante. Nella sua stanza delle parole, invita la sua parte ansiosa a parlare:

• Anna (Sé): “Ciao, ansia. Ti sento forte oggi. Vuoi dirmi cosa ti preoccupa?”

• Parte ansiosa: “Ho paura che tu faccia una figuraccia. Non voglio che gli altri ti giudichino.”

• Anna: “Capisco. Grazie per volermi proteggere. Posso rassicurarti che ho preparato bene questa presentazione? Magari possiamo respirare insieme prima di iniziare.”

• Parte ansiosa: “Okay, ma stai attenta. Voglio solo che tu sia al sicuro.”

Anna nota che, dopo questo dialogo, la sua ansia si calma e riesce ad affrontare il meeting con più serenità.

Le parti vogliono collaborare

Quando smettiamo di combatterle e iniziamo ad ascoltarle, le parti si trasformano. Diventano alleati preziosi invece che nemici. Questo richiede tempo e pazienza, ma i risultati sono potenti. La stanza delle parole diventa un luogo di pace, dove ogni parte trova il suo spazio e dove il tuo Sé può finalmente prendere il timone, guidando tutte le tue parti verso un equilibrio armonico.

Sei pronto a incontrare le tue parti e scoprire cosa hanno da dirti?

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Barbara Durand Psicologa

un posto sicuro per te

Siamo fatti di parti: portarle nella “stanza delle parole” Immagina di essere il direttore di un teatro, e che dentro di te ci siano vari attori che provano una scena. Alcuni urlano ordini, altri piangono in un angolo, e qualcuno si nasconde dietro le quinte, convinto che il pubblico non debba mai vederlo. Questo caos…

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Barbara Durand è psicologa clinica formata nel sostegno a famiglie, adolescenti e adulti. Con un approccio centrato sulla persona, accompagna i suoi pazienti nel superare momenti di crisi e costruire nuovi equilibri. La sua esperienza integra competenze scientifiche e una profonda comprensione delle dinamiche relazionali, offrendo percorsi personalizzati per affrontare sfide evolutive ed emotive. Lavora a Torino, è un punto di riferimento per chi cerca supporto psicologico e strategie efficaci per il benessere personale e familiare.

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