Primo gennaio 2025.
C’è qualcosa di magico nei nuovi inizi, ed a volte anche di persecutorio! Una promessa di cambiamento, un invito a riflettere su chi siamo e su dove vogliamo andare…o anche la pressione dover fare di più, meglio, stilare bilanci o buoni propositi…
Io semplicemente vorrei concedermi di essere, così come sono, in questo punto della mia vita…e vorrei racccontarmi … per chi non mi conosce ed anche per chi pensa di conoscermi già abbastanza.
Sono Barbara Durand, psicologa clinica, mamma di spumeggianti adolescenti che ogni giorno mi ricordano che crescere non è per nulla un processo lineare.
Vivo e lavoro a Torino, dove mi occupo di acompagnare le persone a navigare attraverso le loro tempeste emotive.
Supporto madri, padri, adolescenti e adulti in difficoltà, affrontando insieme quei momenti di vita in cui tutto sembra bloccato o spezzato.
Ma oggi voglio condividere uun pezzo della mia storia, arrivo a questa professione “da grande“…non perché non sapessi cosa volevo fare, ma perché la mia vita è stata – e in parte è ancora – una continua sfida.
Sono una di quelle persone che ha vissuto sulla pelle le difficoltà della genitorialità, le crisi di coppia, i legami complessi con la famiglia d’origine, e soprattutto il peso dei propri traumi.
Se oggi faccio questo lavoro, è proprio grazie a queste mie “ferite-feritoie” che sono diventate la mia “strada maestra“. Non sono nata con il manuale della vita sotto il braccio (e, per inciso, non esiste nemmeno !). Ho faticato, e fatico ancora, nel trovare un equilibrio tra il mio ruolo di madre, professionista, donna e figlia. E credo sia proprio questa esperienza vissuta a rendermi autentica nel mio lavoro.
Non mi limito a sedermi accanto alle persone e non potrei nemmeno volessi “dare consigli” e no, gli psicologi non danno consigli! Quello che provo è cercare di costruire ponti: tra ciò che siamo stati e ciò che possiamo diventare, tra le emozioni che ci spaventano e quelle che ci nutrono. E soprattutto, mi piace ricordare che la fatica non ci definisce, ma ci spinge a trasformarci.
Mi affascina il concetto di “reintegrazione”. Perché credo che il vero coraggio non stia solo nel rialzarsi, ma nel raccogliere i pezzi e scoprire che, unendoli, possiamo creare qualcosa di unico e nuovo.
Quest’anno inizia con una promessa a me stessa ed a chi si affida a me: continuare a essere una compagna di viaggio non perfetta, ma autentica. Essere quella voce che non dice “ti aggiusto”, ma che sussurra: “Camminiamo insieme, troviamo un senso a questa cosa”.
E allora vi chiedo: che senso volete dare al vostro 2025? Quale parte di voi siete pronti a scoprire, o riscoprire?
Auguro a tutti un anno fatto di fatica, certo, ma anche di consapevolezza, crescita e trasformazione. Perché ogni storia, anche quella più dolorosa, può diventare un racconto straordinario.
Con affetto,
Barbara

Lascia un commento