Se c’è un’immagine che ci viene in mente quando pensiamo alla gravidanza, è quella di una donna che accarezza il suo pancione con il sorriso sulle labbra. Una scena dolce, rassicurante, quasi iconica. Ma dietro a quella fotografia ideale, per molte donne, c’è un vissuto ben diverso: paura, ansia, senso di inadeguatezza, un velo di tristezza che non accenna a dissolversi. E la cosa più difficile? Sentirsi sole in tutto questo, come se fosse sbagliato non essere felici.
La depressione in gravidanza esiste. Non è solo un momento di fragilità passeggera, non è un capriccio, e soprattutto non è una colpa. È una condizione reale, che colpisce circa una donna su cinque e che, se non riconosciuta e affrontata, può lasciare un segno profondo sia sulla madre che sul bambinoDepressione in gravidan…. Eppure, se ne parla ancora troppo poco, o peggio, viene liquidata con frasi che fanno più male che bene: “Pensa a quanto sei fortunata”, “Passerà quando nascerà il bambino”, “Devi solo riposarti di più”.
Non è solo colpa degli ormoni
La gravidanza è un periodo di enormi cambiamenti, e sì, gli ormoni fanno la loro parte. Ma non basta tirare in ballo il progesterone o il cortisolo per spiegare la complessità di quello che può accadere dentro una futura mamma. La depressione perinatale è il risultato di un intreccio tra fattori biologici, emotivi e sociali. E il punto più delicato è che non riguarda solo la donna: il suo stato emotivo attraversa la placenta, arriva al bambino e può influenzare il suo sviluppo già nei primi mesi di vita.
Il legame tra mamma e neonato si costruisce ben prima del parto. Se la mamma è immersa in un vissuto di sofferenza, se sente di non avere le energie per affrontare la giornata, se non riesce a immaginare il futuro con serenità, tutto questo può incidere sullo sviluppo emotivo del bambino…. Non si tratta di generare allarmismi, ma di prendere consapevolezza di quanto sia importante che una donna in gravidanza si senta accolta, ascoltata e supportata.
Uno stigma che pesa come un macigno
Uno degli ostacoli più grandi per chi vive una depressione in gravidanza è il senso di vergogna. Perché se la maternità è raccontata come il periodo più bello della vita, come si fa ad ammettere di stare male? E allora si tace, si finge, si indossa una maschera per non deludere le aspettative degli altri. Ma il silenzio è pericoloso: il 97% delle mamme che soffre di depressione perinatale non riceve alcun aiuto…. E non perché non ne abbia bisogno, ma perché nessuno glielo chiede davvero.
Eppure, il supporto esiste. E funziona. Gli studi dimostrano che un trattamento tempestivo – che sia psicologico, con approcci come la terapia cognitivo-comportamentale o il supporto basato sulla mindfulness, o in alcuni casi farmacologico – può fare la differenza e migliorare la qualità della vita della mamma e del bambino
Cosa può aiutare davvero?
- Parlarne senza paura. Dire ad alta voce “non sto bene” non è un segno di debolezza, ma un atto di cura verso se stesse.
- Ricevere ascolto e sostegno. Non sempre il partner, la famiglia o gli amici sanno come stare accanto a una donna che sta vivendo questo momento. A volte serve qualcuno che sappia davvero cosa fare.
- Supporto mirato. Ci sono percorsi specifici per la depressione perinatale, che aiutano a gestire ansia, pensieri negativi e senso di colpa.
- Tecniche di rilassamento e consapevolezza. L’hypnobirthing e altre pratiche basate sulle neuroscienze possono aiutare a ritrovare un senso di calma e sicurezza
Un passo alla volta, senza fretta
La maternità non è sempre come la raccontano. Non è solo fiocchi e tutine, pance accarezzate e lacrime di gioia. È anche un territorio nuovo, a volte incerto, dove le emozioni possono sorprendere e disorientare. E va bene così.
Non c’è un modo giusto di sentirsi in gravidanza. Ciò che conta è sapere che quello che provi ha un senso, che non sei sbagliata, che non sei sola. A volte basta avere qualcuno che sappia ascoltare senza giudicare, che possa stare accanto senza riempire i silenzi di consigli inutili.
E allora, prenditi il tempo che ti serve. Parla, chiedi aiuto, ascoltati. La gravidanza è un viaggio, e ogni viaggio è diverso. L’importante è non doverlo percorrere da sola.

Lascia un commento