Perché Parlare di Violenza Ostetrica è Essenziale

Ieri sono andata a trovare una mamma, una amica, una sorella, una donna che ha da poco partorito, e che purtroppo, ha subito una serie di manovre e di trattamenti psicologici INUMANI.

Ogni volta mi stupisco di come sia possibile, eppure lo so, lo so bene ed è una delle missioni della mia professione e della mia esistenza lavorare perchè non possa più accadere… ma purtoppo accade e sempre troppo spesso.

Per questo voglio parlarne anche qui, ora, perchè parlare e diffondere cultura è una delle armi che posso usare…..

La Violenza Ostetrica: Un Tabù che Merita di Essere infranto

Nel momento in cui una nuova vita prende forma, ci aspetteremmo che tutto ruoti intorno al rispetto, alla cura e alla dignità. Eppure, per molte donne, il parto diventa un’esperienza segnata da dolore non necessario, umiliazione e abuso: questo fenomeno si chiama violenza ostetrica.

Di Cosa Parliamo Quando Parliamo di Violenza Ostetrica?

La violenza ostetrica non è solo un insieme di episodi isolati, ma un problema sistemico che colpisce le donne in tutto il mondo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la definisce come un insieme di pratiche irrispettose e abusive, che vanno dall’uso eccessivo di interventi medici non necessari all’assenza di consenso informato, fino alla trascuratezza o addirittura alla coercizione.

In Italia, uno studio del 2017 ha rivelato che il 21% delle madri ha subito violenza ostetrica, e un inquietante 6% ha dichiarato che l’esperienza traumatica del primo parto le ha portate a non volere altri figli. È un dato che deve far riflettere, soprattutto in un Paese che già lotta con una bassa natalità.

Perché la Violenza Ostetrica è Così Diffusa?

La violenza ostetrica affonda le sue radici in una struttura sociale e sanitaria patriarcale, dove il controllo sui corpi delle donne è una forma di potere consolidato. Il momento del parto, che dovrebbe rappresentare la massima espressione del potere e della forza femminile, viene spesso trasformato in un contesto di sottomissione.

Questo controllo non è esercitato solo dagli uomini. Spesso sono le stesse donne – madri, infermiere, ostetriche – a perpetuare queste pratiche. Questo fenomeno si spiega con la socializzazione al patriarcato, che instilla in molte donne la convinzione che sottomettere altre donne sia normale o necessario per mantenere l’ordine stabilito. Quando il sistema sanitario vede il corpo femminile come un oggetto da gestire e non come un soggetto da rispettare, la violenza diventa parte integrante del processo.

Ogni tanto mi chiedo…se ogni donna vivesse il potere trasformativo di un parto naturale, se venisse a contatto con il suo immenso potere, con la sa capacita, con la sua potenza…avremmo ancora un problema di disuguaglianza? le donne hanno sempre fatto paura, le donne sono sempre state controllate, il potere delle donne va sempre gestito

Le Forme di Violenza Ostetrica

La violenza ostetrica si manifesta in molteplici modi: episiotomie non consensuali, manovre forzate, immobilizzazione, separazione precoce madre-bambino, e una generale mancanza di rispetto verso il dolore fisico ed emotivo delle partorienti. Non si tratta solo di malasanità, ma di una questione profondamente legata alla disuguaglianza di genere.

Gli operatori sanitari, spesso immersi in un sistema che privilegia la medicalizzazione e la produttività rispetto alla centralità della donna, possono perpetuare pratiche che tolgono alle madri il controllo sui loro corpi.

La Situazione in Italia

In Italia manca una legislazione chiara che definisca e criminalizzi la violenza ostetrica, come invece accade in alcuni Paesi straniei. Iniziative come il disegno di legge del 2016, mirato a promuovere il parto fisiologico e rispettoso, non hanno ancora prodotto risultati concreti.

L’assenza di protezioni legali e di consapevolezza sociale rende ancora più difficile per le madri denunciare gli abusi subiti. Tuttavia, alcuni movimenti hanno cominciato a rompere il silenzio, raccogliendo migliaia di testimonianze che mettono in luce la necessità di un cambiamento.

Conseguenze Psicologiche e Traumi

Non sorprende che un parto traumatico possa lasciare cicatrici profonde non solo sul corpo, ma anche sulla mente. Secondo alcune ricerche, il 30% delle donne sviluppa sintomi di stress post-traumatico legati all’esperienza del parto, una percentuale che sale vertiginosamente per chi ha subito abusi pregressi o violenza ginecologica.

La connessione tra violenza ostetrica e depressione post-partum è evidente: in Italia, si stima che la depressione post-partum colpisca tra il 7% e il 12% delle neo-madri, spesso innescata da esperienze traumatiche durante il parto. Questa condizione può anche influenzare negativamente l’allattamento materno, rendendolo più difficile da avviare o mantenere. Uno studio recente ha rilevato che le donne che hanno subito violenza ostetrica sono meno propense a iniziare o continuare l’allattamento esclusivo, un fattore chiave per la salute del neonato.

Cosa Può Fare una Donna che ha Subito Violenza Ostetrica?

Per le donne che hanno subito violenza ostetrica, è importante sapere che non sono sole e che ci sono passi concreti che possono intraprendere:

  1. Cercare Supporto Psicologico: Rivolgersi a uno psicologo specializzato in traumi o a gruppi di supporto può aiutare ad affrontare le conseguenze emotive dell’esperienza.
  2. Raccogliere Prove e Testimonianze: Se possibile, documentare gli abusi subiti e raccogliere testimonianze di eventuali testimoni.
  3. Denunciare l’Abuso: In Italia non esiste ancora una legge specifica contro la violenza ostetrica, ma è possibile denunciare comportamenti negligenti o abusivi alle autorità sanitarie o legali..
  4. Informarsi sui Propri Diritti: Conoscere i propri diritti durante il parto è essenziale per prevenire future situazioni di abuso e per aiutare altre donne a difendersi.

Il Cambiamento è Possibile

Affrontare la violenza ostetrica richiede uno sforzo collettivo: dalle istituzioni che devono garantire leggi adeguate, agli operatori sanitari che necessitano di formazione, fino alla società civile, chiamata a sostenere le madri e a rompere i tabù.

Le raccomandazioni includono l’introduzione di assistenza post-partum domiciliare, il rispetto per il consenso informato e una maggiore attenzione al benessere psicologico delle madri.

Perché Parlare di Violenza Ostetrica è Importante

Rendere visibile la violenza ostetrica significa restituire alle donne la loro voce e il loro potere decisionale, riconoscendo il parto come un’esperienza umana e non come una procedura medica standardizzata.

Parliamone, perché solo attraverso la consapevolezza possiamo sperare in un cambiamento reale e duraturo. Lo dobbiamo alla prossima sorella, lo dobbiamo alle nostre figlie.

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Barbara Durand è psicologa clinica formata nel sostegno a famiglie, adolescenti e adulti. Con un approccio centrato sulla persona, accompagna i suoi pazienti nel superare momenti di crisi e costruire nuovi equilibri. La sua esperienza integra competenze scientifiche e una profonda comprensione delle dinamiche relazionali, offrendo percorsi personalizzati per affrontare sfide evolutive ed emotive. Lavora a Torino, è un punto di riferimento per chi cerca supporto psicologico e strategie efficaci per il benessere personale e familiare.

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