Finestra di Tolleranza nei Bambini: Capirne l’Importanza

La finestra di tolleranza nei bambini: il ruolo della co-regolazione emotiva

I bambini non nascono con la capacità di gestire le loro emozioni. È un’abilità che si costruisce nel tempo grazie al supporto degli adulti che li circondano. Questo processo, chiamato co-regolazione emotiva, è il pilastro su cui si forma e si amplia la finestra di tolleranza. Ma cosa significa davvero co-regolazione? E perché è così importante per il benessere emotivo del bambino?

Cos’è la finestra di tolleranza nei bambini?

Per i bambini, la finestra di tolleranza è lo spazio emotivo entro cui possono sentirsi al sicuro e in equilibrio, capaci di affrontare le piccole sfide della giornata. Tuttavia, nei primi anni di vita, questa finestra è stretta e fragile: un piccolo evento, come un gioco che non funziona o un genitore che si allontana, può portare il bambino fuori dal suo equilibrio.

Quando questo accade, il bambino può:

• Entrare in iperarousal: piangere disperatamente, urlare, agitarsi.

• Cadere in ipoarousal: diventare apatico, ritirarsi, sembrare “spento”.

È qui che entra in gioco il ruolo fondamentale del caregiver: un adulto capace di co-regolare le emozioni del bambino, aiutandolo a tornare dentro la sua finestra di tolleranza.

La co-regolazione emotiva: una guida per i bambini

La co-regolazione è il processo attraverso cui il genitore (o chi si prende cura del bambino) si connette emotivamente con lui, contenendo e rispecchiando i suoi stati emotivi. Significa dire al bambino, non solo con le parole ma anche con il corpo e il tono della voce: “Va tutto bene, ci sono io, insieme possiamo gestire questa situazione”.

Esempio 1: Il pianto di un neonato

Un neonato piange perché ha fame o si sente solo. La madre lo prende in braccio, lo culla dolcemente, parla con una voce calma:

• Questo gesto non solo soddisfa il bisogno fisico del bambino, ma regola anche il suo sistema nervoso.

• Il neonato impara che la sua emozione (angoscia) è stata vista e che può essere gestita.

Questo primo esempio di co-regolazione getta le basi per un futuro senso di sicurezza e fiducia nel mondo.

L’esperimento “Still Face” di Tronick

Un esempio potente dell’importanza della co-regolazione viene dall’esperimento di Edward Tronick, il famoso “Still Face”. Durante l’esperimento:

1. Una madre gioca con il suo bambino, rispondendo ai suoi sorrisi e movimenti.

2. A un certo punto, la madre smette di reagire e mantiene un volto inespressivo.

3. Il bambino, inizialmente, cerca di richiamare l’attenzione della madre con gesti e vocalizzi.

4. Quando la madre non risponde, il bambino si agita, piange e infine si ritira, manifestando un forte disagio emotivo.

Questo esperimento dimostra che la co-regolazione non è solo un supporto emotivo: è un bisogno fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso del bambino.

Esempi pratici di co-regolazione

1. Il capriccio al supermercato

Una bambina di 3 anni vuole un giocattolo e, quando la madre dice di no, inizia a piangere e a urlare. Invece di reagire con rabbia o ignorarla, la madre si abbassa alla sua altezza, le dice con voce calma:

• “Capisco che sei arrabbiata perché non puoi avere il giocattolo. È difficile, vero? Ti abbraccio mentre ti calmi.”

Risultato: la bambina sente che la sua emozione è valida e che può essere contenuta. Dopo pochi minuti, si calma e si lascia consolare.

2. La paura del buio

Un bambino di 4 anni ha paura di dormire da solo al buio. Il padre si siede accanto al letto, accende una luce soffusa e dice:

• “Lo so che il buio fa un po’ paura. Ma io sono qui e sei al sicuro. Facciamo insieme un bel respiro profondo.”

Risultato: il bambino impara che le sue paure sono normali e che può affrontarle con il supporto del genitore.

3. La rabbia durante il gioco

Un bambino di 5 anni si arrabbia perché il suo castello di Lego si rompe. Invece di sgridarlo o dirgli di “non fare storie”, la madre si avvicina e dice:

• “Sei davvero arrabbiato perché il castello è caduto, ci avevi messo tanto impegno! Facciamo un respiro insieme e vediamo come possiamo ricostruirlo.”

Risultato: il bambino non si sente sopraffatto dalla frustrazione e inizia a sviluppare strategie per affrontare i problemi.

Perché la co-regolazione è essenziale?

La co-regolazione non è solo un modo per calmare il bambino, ma:

• Forma il cervello: ogni volta che il bambino viene aiutato a regolare le sue emozioni, le connessioni neurali che supportano l’autoregolazione si rafforzano.

• Costruisce la fiducia: il bambino impara che le sue emozioni sono valide e che non è solo ad affrontarle.

• Ampliamento della finestra di tolleranza: con il tempo, il bambino diventa più resiliente e capace di gestire stress ed emozioni difficili da solo.

La finestra di tolleranza di un bambino è come un muscolo: cresce e si rafforza con l’allenamento, ma ha bisogno di una guida amorevole per svilupparsi. La co-regolazione emotiva è quell’allenamento: è il modo in cui i genitori insegnano ai bambini che le emozioni, per quanto intense, possono essere gestite.

Ricordiamoci che ogni crisi del bambino è un’opportunità per insegnare resilienza.

Basta un respiro profondo, uno sguardo amorevole e una voce calma per dirgli: “Non sei solo, ci sono io con te.”

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Barbara Durand è psicologa clinica formata nel sostegno a famiglie, adolescenti e adulti. Con un approccio centrato sulla persona, accompagna i suoi pazienti nel superare momenti di crisi e costruire nuovi equilibri. La sua esperienza integra competenze scientifiche e una profonda comprensione delle dinamiche relazionali, offrendo percorsi personalizzati per affrontare sfide evolutive ed emotive. Lavora a Torino, è un punto di riferimento per chi cerca supporto psicologico e strategie efficaci per il benessere personale e familiare.

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