Gestire la Rabbia dei Bambini: Strategie Pratiche

La finestra di Tolleranza di Daniel Siegel

La Finestra di Tolleranza: Capire le nostre emozioni e quelle dei nostri figli

C’è un momento, nella vita di ogni genitore, in cui si guarda il proprio figlio in preda a una crisi di rabbia o immerso in un silenzio assordante e ci si chiede: “Ma cosa gli passa per la testa?”. Beh, la risposta potrebbe non essere tanto nella sua testa, quanto nel suo sistema nervoso. E qui entra in gioco un concetto affascinante: la Finestra di Tolleranza, un’idea del neuropsichiatra Daniel Siegel che potrebbe salvare la vostra salute mentale (e forse anche il vostro tappeto preferito).


Cos’è questa benedetta Finestra di Tolleranza?

Immaginate la finestra di tolleranza come quella zona magica in cui tutto sembra andare per il verso giusto. Siete calmi, presenti, magari avete anche preparato la cena in tempo e i vostri figli sembrano quasi… collaborativi. Quando siamo dentro questa finestra, siamo in grado di gestire lo stress, connetterci con gli altri e persino rispondere con pazienza a domande tipo: “Perché il cielo è blu?” per la quarantesima volta.

Ma basta poco per uscirne. Una giornata storta, un capriccio al supermercato o una tazza di caffè che cade (ovviamente sul tappeto preferito). Quando usciamo dalla finestra, il nostro sistema nervoso si comporta come un regista un po’ troppo drammatico: entra in scena l’iperattivazione (l’ansia, la rabbia, l’agitazione) o, al contrario, l’ipoattivazione (quella sensazione di voler spegnere tutto e rifugiarsi sotto una coperta).


I due estremi: Quando il sistema nervoso si fa creativo

  1. Iperattivazione: Avete mai avuto quella sensazione di essere una pentola a pressione pronta a esplodere? Questo è il vostro sistema nervoso in modalità “lotta o fuga”. Nei bambini, può sembrare un tornado emotivo: urla, pianti, magari pure un oggetto lanciato con una mira sorprendente.Esempio pratico: Immaginate vostra figlia di 4 anni al supermercato. La caramella che voleva non è disponibile. Un secondo dopo, sta urlando come se fosse la fine del mondo. Lei non sta cercando di essere difficile, sta semplicemente reagendo a uno stato di iperattivazione.
  2. Ipoattivazione: Dall’altra parte, c’è l’ipoattivazione, che è come il fratello introverso dell’iperattivazione. Qui il sistema nervoso si spegne: ci si sente stanchi, distaccati, quasi assenti. Nei bambini, può sembrare che si siano trasformati in piccole statue di cera, silenziose e immobili. Ma tranquilli, non è che siano diventati filosofi improvvisamente: sono semplicemente fuori dalla loro finestra.Esempio pratico: Vostro figlio adolescente torna da scuola e si chiude in camera, non rispondendo nemmeno ai vostri tentativi di comunicazione. Non è pigro, è probabile che il suo sistema nervoso stia reagendo con ipoattivazione a uno stress accumulato durante la giornata.

Cosa possiamo fare come genitori?

Ecco alcune strategie pratiche per aiutare voi e i vostri figli a ritrovare l’equilibrio:

1. Osservate e accettate

Provate a fermarvi e a chiedervi: “Dove sono io (o mio figlio) rispetto alla finestra di tolleranza?” Riconoscere lo stato emotivo è il primo passo per cambiare.

Esercizio: Quando notate segnali di stress, fate un respiro profondo e pensate: “Non devo risolvere tutto ora, devo solo essere presente.”

2. Co-regolazione: Un superpotere da genitori

Il sistema nervoso dei bambini si regola osservando il nostro. Questo significa che la vostra calma può letteralmente diventare contagiosa. Quando sentite che la tensione sale, provate a rallentare il ritmo, usare un tono di voce basso e rassicurante.

Domanda riflessiva: Quante volte riesco a offrire questa calma? Cosa mi impedisce di farlo in certi momenti?

3. Espandere la finestra di tolleranza

Ampliarla significa diventare più resilienti allo stress. Non è una formula magica, ma con il tempo, tecniche semplici possono aiutare:

  • Respirazione profonda: Insegnate ai vostri figli a fare respiri lenti e profondi. Può diventare un gioco: “Prova a gonfiare la pancia come un palloncino!”
  • Routine rassicuranti: La prevedibilità è una grande alleata per i bambini.
  • Movimento: Una passeggiata o un momento di gioco può fare miracoli per riportarci nella finestra di tolleranza.

Domande per voi genitori

  • Quando vi sentite sopraffatti, cosa vi aiuta a tornare calmi?
  • Notate dei momenti in cui i vostri figli sono chiaramente fuori dalla finestra? Quali strategie funzionano meglio?

Risorse per approfondire

Se volete saperne di più sulla Finestra di Tolleranza e su come gestire lo stress emotivo, vi consiglio:

  • “La mente relazionale” di Daniel Siegel: Un libro fondamentale per capire meglio il funzionamento del cervello e delle emozioni.
  • “The Whole-Brain Child” di Daniel Siegel e Tina Payne Bryson: Una guida pratica per genitori.

Conclusione

La finestra di tolleranza non è solo un concetto scientifico: è uno strumento pratico per navigare le sfide quotidiane con più consapevolezza (e meno sensi di colpa). Ricordate, non si tratta di essere genitori perfetti, ma di essere genitori presenti. E quando sbagliamo, abbiamo sempre la possibilità di riparare.

Se volete saperne di più o lavorare insieme per ampliare la vostra finestra di tolleranza (e quella dei vostri figli), contattatemi: possiamo trasformare il caos in equilibrio… o almeno provarci!

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Barbara Durand è psicologa clinica formata nel sostegno a famiglie, adolescenti e adulti. Con un approccio centrato sulla persona, accompagna i suoi pazienti nel superare momenti di crisi e costruire nuovi equilibri. La sua esperienza integra competenze scientifiche e una profonda comprensione delle dinamiche relazionali, offrendo percorsi personalizzati per affrontare sfide evolutive ed emotive. Lavora a Torino, è un punto di riferimento per chi cerca supporto psicologico e strategie efficaci per il benessere personale e familiare.

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